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Schirone: un bel ritorno in presenza per il Convegno di Bari

di Valentino Maiorano
13 Aprile 2022
15:36
Il presidente di Federottica Bari Bat commenta la decima edizione del Convegno multidisciplinare di Bari, che si è svolto domenica 3 aprile. Al centro del dibattito, il controllo della progressione miopica.

Il 2 febbraio 2020, poche settimane prima che la pandemia e il conseguente lockdown cambiassero abitudini e modalità di incontro, Federottica Bari Bat aveva celebrato la nona edizione del Convegno multidisciplinare di Bari. Dopo due anni, domenica 3 aprile, il convegno è tornato in presenza, presso l’Hotel Majesty, nel capoluogo pugliese. Un ritorno dedicato al tema del controllo della progressione miopica, cui hanno partecipato al convegno Giovanni Alessio, direttore della Clinica oculistica università di Bari, Andrea Afragoli, presidente nazionale Federottica, e di Carlo Sborgia, già direttore della Clinica oculistica università di Bari. Sono intervenuti come relatori Giovanni Giancipoli, oculista, e responsabile della segreteria scientifica, Nicola Cardascia, oculista, Livio Paradiso, ottico optometrista, Ugo Procoli, oculista, Giancarlo Montani, ottico optometrista, Francesco Del Governatore, ottico optometrista, e Gianni Pansini, medico. Ha moderato i lavori Martino Tritto, coordinatore degli oculisti ambulatoriali.
È intervenuto anche Giuseppe Cascella, presidente della commissione cultura del Comune di Bari, che ha consegnato al presidente Schirone un gagliardetto del Comune, un atto di riconoscenza per il decimo congresso celebrato nel capoluogo pugliese.

Il racconto di Michele Schirone parte dalla valutazione sulla partecipazione all’evento da parte degli ottici optometristi. «È andato bene, dopo l’assenza per via della pandemia – anche se per noi, di fatto, è stata di solo un anno – c’è stata una buona risposta, ovviamente non come nelle edizioni precedenti, tenendo presente i tempi con cui abbiamo organizzato l’evento e alcune presenze in meno di quelle preventivate».

Il tema del convegno era il controllo della progressione miopica. Quali argomenti hanno focalizzato maggiormente l’attenzione nel corso dei lavori?
«Gli argomenti sono stati tutti di grosso interesse, compresa anche la visione un po’ più olistica del posturologo Gianni Pansini, il quale ha dato un punto di vista nuovo e diverso sul tema. Personalmente siccome sono un curioso e non escludo mai nulla, e in qualche modo ha fatto sì che aprissimo la mente a posizioni diverse a cui siamo abituati. Da buoni fisici, alla fine, abbiamo necessità di verificare attraverso dei test abituali, e magari anche matematici, delle risposte che non sempre trovano riscontro, per cui ben vengano visioni diverse che concorrono alla comprensione di problematiche, le più ampie».

La multidisciplinarietà del convegno quanto agevola una diversa visione dell’intera tematica?
«Molto ed è quello che abbiamo sempre voluto, perché ci sono tante figure professionali che concorrono al benessere visivo. Abbiamo voluto focalizzare, anche in questa circostanza, la più ampia visione possibile proprio perché ognuno desse il suo contributo alla conoscenza generale del problema visivo».

Il controllo della progressione miopica è un tema in crescita anche per approfondimenti ed eventi dedicati. Quanto è stato fatto e quanto si può ancora fare in questo in questambito?
«Di controllo della progressione miopica si parla da sempre. Oggi per fortuna stiamo stringendo il campo, però c’è tanto ancora da fare, da sperimentare e da vedere perché gli ambiti sono i più diversi. Questo è stato anche il tema della discussione del congresso a partire dal punto di vista medico fino ad arrivare alle soluzioni, come la lente a contatto morbida. È una scienza nella scienza che vediamo ancora giovane che deve dare dei risultati e soltanto il tempo li potrà dare».

(Nella foto, il tavolo dei relatori. Da sinistra, Carlo Sborgia, Giovanni Alessio, Michele Schirone, Andrea Afragoli e Francesco Sorrento)

L’intervista integrale verrà pubblicata sul numero 751 di Ottica Italiana

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