L’articolo presenta i risultati di un’analisi condotta su 241 giovani soggetti miopi, con un’età media di 14,7 anni, che hanno utilizzato quotidianamente le lenti a contatto giornaliere Delivery Tyro di Safilens per un periodo di 12 mesi. Lo studio è stato realizzato in collaborazione con il Centro di Ricerca in Contattologia Avanzata dell’Università del Salento e la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto.
«I risultati sono estremamente incoraggianti: dopo un anno di utilizzo – rende noto Safilens – la progressione miopica media è risultata pari a soli −0,04 diottrie (D), a fronte di un valore atteso di −0,28 D secondo una meta-analisi di riferimento. Il 94% degli occhi esaminati non ha mostrato alcun cambiamento significativonella refrazione (≤ −0,25 D), con una riduzione dell’85% della progressione miopica rispetto ai valori attesi. Questi dati sono stati raccolti nell’ambito di un programma di sorveglianza post-marketing che ha coinvolto 55 optometristi distribuiti su tutto il territorio italiano».

Delivery Tyro rappresenta un approccio innovativo al controllo della miopia: «si tratta infatti della prima lente a contatto giornaliera a rilascio controllato di tirosina – sottolinea l’azienda prtoduttrice –, precursore della dopamina, un neurotrasmettitore fondamentale nella regolazione della crescita oculare. Le lenti integrano anche acido ialuronico e TSP, favorendo il comfort e la stabilità del film lacrimale». La linea di lenti a contatto Delivery è oggi riconosciuta per il suo approccio integrato tra ottica, e biotecnologia con l’obiettivo di innovare il settore delle lenti a contatto attraverso dispositivi biofunzionali, dispositivi medici avanzati per il benessere visivo.
«I risultati dello studio rappresentano una prima conferma clinica – afferma Daniele Bazzocchi, coautore dell’articolo e direttore generale di Safilens – delle potenzialità di Delivery Tyro come opzione pratica ed efficace nel controllo della miopia, garantendo agli utilizzatori la massima acuità visiva possibile senza compromessi o rischi».
Lo studio completo è disponibile in open access al seguente link