Un’evoluzione storica per il distretto dell’occhiale più importante al mondo: in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy (15 aprile), arriva il lancio ufficiale di “Terre dell’Occhiale – Ecomuseo dell’occhialeria bellunese”, iniziativa prevista per l’estate 2026, che celebra il riconoscimento di Calalzo di Cadore tra i simboli del saper fare italiano, lì dove la storia è cominciata alla fine dell’Ottocento.
Il progetto è inserito tra le iniziative del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la Giornata nazionale del Made in Italy «ed è sostenuto da Fondazione Cariverona, con il cofinanziamento di Anfao, Confindustria Belluno Dolomiti ed Ebo (Ente bilaterale occhialeria) e Cortina Banca. Collaborano attivamente – si legge in una nota del Museo dell’Occhiale – l’Università di Padova (Dipartimento dei Beni Culturali) e Certottica, con il patrocinio dei Comuni di Pieve di Cadore e Calalzo di Cadore».

Calalzo e le radici di un’eccellenza mondiale
«Il Made in Italy non è solo un marchio – prosegue la nota –, ma una storia di coraggio e intuizione. Inserendo Calalzo di Cadore tra i luoghi simbolo del prodotto italiano, il progetto Terre dell’Occhiale rende omaggio alla prima fabbrica e ai pionieri che hanno trasformato una valle montana nel fulcro mondiale del settore. Un’eredità che oggi si rinnova unendo la storia industriale di Cadore, Alpago e Agordino alle tecnologie più avanzate».
Cuore digitale e accessibile
Al centro di questa narrazione c’è il Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore, che si trasforma in un hub tecnologico all’avanguardia che permette, grazie alla nuova piattaforma di catalogazione digitale, l’accesso pubblico e libero al patrimonio del Museo.
«Esperti, studiosi e curiosi – spiegano ancora gli organizzatori – possono esplorare i pezzi della collezione da remoto, con una precisione tecnica mai vista prima. Inoltre, il nuovo Virtual Tour immersivo permette di viaggiare attraverso i due piani narrativi – la “Storia della vista” e “L’identità del Cadore” – rendendo la cultura dell’occhiale accessibile a un pubblico globale in vista della vetrina internazionale post Olimpiadi di Milano-Cortina 2026».

“Fabbriche aperte”: 13 eccellenze in prima linea
Il cuore dell’Ecomuseo è il contatto diretto con le aziende del territorio: in 13 hanno già aderito, «aprendo i propri laboratori per mostrare come nasce un occhiale Made in Italy: un oggetto dove l’alta tecnologia incontra l’insostituibile tocco di mani esperte. Le 13 pioniere sono il primo nucleo di una rete in espansione: gli organizzatori rivolgono un appello a tutto il distretto per una partecipazione ancora più ampia, per fare dell’Ecomuseo – conclude la nota – la vetrina definitiva dell’orgoglio bellunese».
A partire dalla prossima estate, quindi, il Museo coordinerà i “Percorsi delle mani e del design”: un’esperienza immersiva tra digitale e reale che porterà i visitatori direttamente nel cuore del genio italiano.