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Il meeting di Firenze apre il dialogo sulla multifocalità

di Valentino Maiorano
6 Marzo 2023
13:12
Circa 90 partecipanti per il seminario, organizzato da Federottica Firenze, che ha messo a confronto ottici optometristi, oftalmologi e il mondo della formazione. Un dialogo su opportunità e limiti sulle soluzioni più adeguate a garantire il benessere visivo della persona.

L’obiettivo era creare un canale di dialogo costruttivo tra professionisti della visione ed è stato raggiunto. «È stato un momento di confronto – racconta Andrea Cappellini, presidente di Federottica Firenze, a Ottica Italiana – tra classe medica e ottici optometristi. Ognuno ha portato le proprie esperienze e ha spiegato agli altri le complessità del proprio mondo».

“Le nuove sfide della multifocalità” è il titolo del seminario che si è tenuto venerdì 3 marzo al Nilhotel di Firenze, con la partecipazione di oltre 90 persone, organizzato dalla Federottica locale con Neurofarba-Università di Firenze e Azienda ospedaliera universitaria Careggi. L’incontro, moderato da Rita Mencucci, referente per la segreteria scientifica del progetto, ha visto la presenza di Fabrizio Giansanti, direttore della clinica oculistica dell’Università di Firenze, degli ottici optometristi Eugenio Bianchi, Giorgio Parisotto e Daniele Giglioli, dei medici oculisti Stefano Mercuri e Simone Stefanini, e dei rappresentanti del mondo della formazione Massimo Gurioli, direttore del corso di laurea in ottica e optometria di Firenze, Laura Boccardo, direttrice Irsoo, Mauro Zuppardo, docente Sioo e Università Roma Tre

«Abbiamo parlato di lenti a contatto – prosegue Cappellini – e di lenti oftalmiche e di come, nel tempo, queste due tecnologie siano sempre più efficienti e, al contempo, più complesse da gestire, cercando di far capire agli oculisti presenti la complessità della prescrizione di un occhiale multifocale, intendendo sia il classico progressivo, sia il vicino-intermedio e le lenti a supporto accomodativo, un mondo sempre più diffuso anche per l’aumento dell’utilizzo dei dispositivi digitali, e come una semplice prescrizione “lontano+addizione” non sia più sufficiente a coprire le esigenze della persona».

Il seminario voleva essere un’occasione di incontro e confronto tra ottici optometristi e oftalmologi per costruire un percorso di collaborazione che, nel rispetto dei ruoli, trovi la capacità di integrare conoscenze ed esperienze per un servizio alla persona sempre più efficace.
«Per noi ottici optometristi – prosegue – è importante una corretta raccolta del bisogno espresso dalla persona per la scelta della soluzione oftalmica o contattologica più adatta al singolo soggetto. La nostra difficoltà è di interpretare bene l’ambiente lavorativo, di svago, lo stile di vita per poter proporre la lente più indicata, oppure più equipaggiamenti in relazione delle varie modalità d’uso, con tutte le complessità del prodotto giusto, collegato anche all’aspetto refrattivo».

Un ulteriore elemento di valore aggiunto del seminario è stata la presenza delle scuole e dell’università con la partecipazione delle scuole Irsoo di Vinci e a Sioo di Firenze, insieme al corso laurea in ottica e optometria di Firenze.
Tre relazioni che si sono sviluppate su direttrici differenti: «Una molto teorica, tenuta da Massimo Gurioli, ha dato uno sguardo sul futuro. Una seconda, più pratica, a cura di Laura Boccardo, ha introdotto un questionario di valutazione sulla soddisfazione dell’uso del progressivo, per trasformare le impressioni in un valore il più oggettivo possibile. Infine, la terza, tenuta da Mauro Zuppardo, è stata un excursus sul mondo della multifocalità, partendo dalle lenti a contatto e oftalmiche fino alla chirurgia da cataratta, con una visione più ampia di questo mondo».

Primo obiettivo raggiunto, quindi, per Federottica Firenze, che ora vuol dar seguito al seminario e ai suoi contenuti in un percorso fatto di eventi, per tutto l’anno, su singoli temi nel solco del confronto tra ottici optometristi e classe medica, «per conoscerci meglio, evitando incomprensioni e, anzi, avendo tutti i motivi – conclude Cappellini – per collaborare nell’interesse comune della soddisfazione della persona».

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