Ha avuto un significato molto particolare per Michele Schirone, presidente di Federottica Bari Bat, questa sedicesima edizione del congresso multidisciplinare, dal titolo “Innovazione e percorsi professionali condivisi”, organizzato dalla sua territoriale, che si è svolto domenica 29 e lunedì 30 marzo all’Hotel Parco dei Principi di Bari. Lo è stata perché Schirone, che ha ideato e fatto crescere questo evento negli anni, ha voluto celebrarlo come ultimo atto della sua presidenza di Federottica Bari Bat, durata ben 18 anni.
«Non l’ho detto pubblicamente – racconta Schirone a Ottica Italiana – perché, con il passare degli anni, si diventa sempre più emotivi e rischiavo di commuovermi. Ora, sotto a chi tocca, largo ai giovani, che siano loro a fare. Rimango comunque nel direttivo per dare una mano, nei limiti del possibile, ad accompagnare la transizione. Manterrò comunque la carica di vicepresidente nazionale di Federottica».
La soddisfazione di un lungo percorso si percepisce anche dalle sensazioni post-evento che il presidente trae da quest’ultima edizione del congresso multidisciplinare. «Il bilancio generale è molto positivo perché il convegno di per sé è stato di alta qualità, sia per quanto riguarda la parte scientifica, sia per la parte più politica. È stato veramente di alto livello».
Come da tradizione, il parterre di relatori è stato di alto livello. Sono intervenuti, infatti, Giovanni Alessio, professore ordinario di oftalmologia dell’Università di Bari e direttore di oftalmologia dell’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico di Bari, Teresio Avitabile, presidente Siso, Ermete Giancipoli, oftalmologo, Maurizio Martino, coordinatore del corso di laurea in ottica e optometria dell’Università del Salento. Ha moderato i lavori l’ottico optometrista Roberto Pregliasco.
La tavola rotonda
Momento centrale della giornata di domenica, la tavola rotonda focalizzata sul nuovo assetto normativo per l’ottico optometrista, durante la quale sono intervenuti ospiti istituzionali di alto profilo. Il viceministro della Salute, Marcello Gemmato, assente per un sopraggiunto impegno in Puglia insieme al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, ha voluto mandare un video di saluto ai partecipanti del convegno, assicurando alla platea il suo costante impegno per la categoria.
In sala è stato presente il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, con il quale c’è stato «un confronto intenso e costruttivo, durante il quale per un’ora abbondante ci siamo aperti a molte considerazioni e riflessioni su opportunità e aspetti da valutare, perché sono temi complessi che richiedono tempo e approfondimento. Bisogna valutare con attenzione tutto l’iter, ma è giusto assumersi responsabilità se si chiede un riconoscimento maggiore».
È intervenuto anche l’europarlamentare Michele Picaro, che ha illustrato la panoramica del settore, a livello europeo, e indicato che potrebbero esserci i margini per una maggiore uniformità all’interno dell’Unione Europea.
Schirone ha voluto poi sottolineare la necessità di aggiornare una legge che nel 2028 compirà 100 anni. «Quando è stata redatta – spiega ancora – per fare l’ottico bastava un patentino, oggi invece c’è una laurea triennale in diversi atenei italiani, cui si è aggiunta la magistrale a Milano Bicocca. Basta questo per comprendere come sia cambiata la figura e le competenze dell’ottico di oggi. Poi ci sono l’intelligenza artificiale, la telemedicina, le sentenze della Cassazione che hanno fissato dei paletti. I tempi cambiano e la norma deve adeguarsi a queste evoluzioni».
Quattro sessioni di aggiornamento scientifico
Miopia, confronto con il pediatra, multidisciplinarietà e contattologia specialistica sono i temi che sono stati affrontati nei due giorni di lavori. «Tutti argomenti attuali e collegati tra di loro. Un esempio – aggiunge Schirone – è il controllo della progressione miopica, che prevede il coinvolgimento della contattologia specialistica e la valutazione del medico oculista».
Il confronto multidisciplinare è la cifra che contraddistingue il convegno di Bari fin dagli inizi e che si è concretizzata anche in questa edizione, «perché erano presenti – aggiunge Schirone – la clinica oculistica di Bari, quella di Foggia, ed era presente Anna D’Ambrosio, presidente dell’associazione Prisma legata all’ipovisione. Abbiamo aperto a varie figure che possono contribuire al benessere visivo e ognuno ha dato il suo contributo. C’è stata anche la partecipazione degli ortottisti, motivo per il quale sempre di più diventa multidisciplinare: si guarda all’occhio da varie angolazioni per trovare la migliore soluzione alle problematiche di ogni singola persona».
La formula di quest’anno, divisa in due giornate, è stata apprezzata, «perché anche i workshop che abbiamo fatto sono stati di grandissimo interesse. L’approfondimento nell’arco di una mattinata su un problema specifico è migliore rispetto al momento congressuale. Con i workshop c’è la possibilità di approfondire meglio alcuni concetti e temi di interesse, e questo – conclude Schirone – è sicuramente un valore aggiunto».
