L’edizione 2026 di Mido, svoltasi nei padiglioni di Fiera Milano Rho dal 31 gennaio al 2 febbraio, si è confermata come il baricentro strategico per il comparto ottico internazionale. In un’atmosfera di grande fermento, caratterizzata da un’affluenza ottima che ha testimoniato la vitalità del settore, pur senza toccare i primati storici, la manifestazione ha vissuto momenti di celebrazione durante la cerimonia dei Mido Awards (nella foto in alto, tutti i vincitori con la presidente Anfao e Mido, Lorraine Berton). Sul palco della Fashion Square, domenica 1° febbraio, sono stati premiati quei progetti capaci di interpretare le sfide del presente attraverso l’innovazione tecnologica e la responsabilità sociale, definendo i nuovi parametri di un mercato sempre più consapevole.
Il retail è tornato protagonista grazie al Best Store Award, giunto all’undicesima edizione, che quest’anno ha visto un netto trionfo della scuola portoghese. Per la categoria legata al design, il riconoscimento è andato ad Andréopticas chiado di André Leal. Il centro ottico di Lisbona ha saputo incantare la giuria con un concept narrativo che reinterpreta l’estetica di una carrozza ferroviaria di lusso d’epoca, creando un percorso espositivo dove i materiali caldi e i dettagli in ottone avvolgono una selezione ricercata di brand indipendenti. Sul fronte della capacità di visione, il premio per l’innovazione è stato assegnato a Optocentro di Rui Motty, anch’esso con sede a Lisbona. Il progetto denominato Flight to 2050 è stato lodato per l’integrazione tra eccellenza clinica e sostenibilità ambientale, proponendo un modello di centro ottico evoluto e accessibile, pronto per le esigenze del futuro.
La sostenibilità è stata ulteriormente valorizzata attraverso il Cse Award, dedicato a chi interpreta l’impegno ecologico in modo sistemico e certificato. Nella categoria montature, Marchon Italia ha convinto i giurati con il modello Calvin Klein ck25548, realizzato in “acetate renew” e progettato per essere interamente “disassemblabile a fine vita”. Per il segmento sole, il riconoscimento è andato a Silhouette International per il modello Mavillette 4089, prodotto in “Spx green+” attraverso processi alimentati da energia rinnovabile. Anche il comparto degli accessori ha trovato la sua eccellenza con Llexan Italia, premiata per un astuccio nato dai principi dell’economia circolare e da una filiera locale. Tuttavia, il segnale più forte di questa edizione è arrivato dal nuovo Cse Corporate Award, assegnato a Safilo per aver integrato i principi Esg nella strategia industriale con obiettivi climatici validati e una rendicontazione trasparente.
In parallelo alla fiera, il design ha trovato la sua espressione più pura nel Sergio Cereda Eyewear Design Award 2026. Il premio, fondato da Harvey Ross per onorare la memoria di un maestro dell’ottica, ha sfidato studenti internazionali a confrontarsi con il tema dello sport in concomitanza con l’attesa per le Olimpiadi di Milano-Cortina. La cerimonia presso il Vision Stage ha visto il successo di Giada Tosana della Laba di Brescia, che si è aggiudicata il primo premio da diecimila dollari, seguita dalla compagna di studi Elisa Albertini e da Mahra Mustafa dell’Istituto Marangoni di Milano. Il concorso ha dato spazio anche a talenti provenienti da istituti come lo Ied di Torino e il Savannah College Of Art And Design degli Stati Uniti, sottolineando l’importanza della formazione globale.La presidente di Mido, Lorraine Berton, ha evidenziato come la grande partecipazione al premio dimostri l’impatto vitale della cultura del progetto. «Oltre 100 candidature da studenti provenienti da tutto il mondo hanno dimostrato l’impatto vitale e globale del design eyewear. Ogni progetto ha espresso passione, competenza e un profondo legame con la nostra cultura e con il Made in Italy. Il Cereda Award mira proprio a questo: mettere in luce il futuro dell’occhialeria nelle mani dei giovani talenti, portando avanti l’influenza di Sergio Cereda sull’industria e l’impegno di Mido come piattaforma internazionale che connette talenti, aziende e creatività a livello globale».
