Questo numero di Indi-E Mag non nasce come selezione di brand, né come guida da consultare, ma come fotografia di una community reale, fatta di percorsi, relazioni e prese di posizione.
Il concept che attraversa il magazine è quello delle “coordinate indipendenti”: un sistema aperto di riferimenti che racconta realtà diverse per estetica e linguaggio, ma accomunate da un approccio condiviso all’indipendenza, intesa come atto culturale prima ancora che commerciale. Designer, brand e progetti dialogano all’interno di un racconto che mette al centro autenticità, filiera, progettualità e visione di lungo periodo.
I brand, i designer e i progetti raccontati qui – da Jacques Marie Mage a Theo, da Barton Perreira alle connessioni nate da Hoffman con Thierry Lasry, passando per Aru eyewear, Soho London, Kàdor, Out of, Kalopsia e Kaci Paris – non condividono un’estetica unica. Condividono una presa di posizione: fare eyewear indipendente, senza compromessi.
Accanto ai brand, Indi-Eyewear Mag dedica spazio centrale agli ottici indipendenti, riconosciuti come parte attiva nella costruzione di valore, come Bottega di sguardi e L’occhiale come arte in questo numero. I luoghi in cui l’occhiale viene scelto, raccontato e vissuto diventano elementi fondamentali di una cultura dell’eyewear che si sviluppa sul territorio e nel quotidiano.
Il magazine si rivolge ai centri ottici che fanno ricerca di prodotto, rafforzando un dialogo diretto tra editoria, progettualità e ottica indipendente.