Il Date torna dopo un anno di pausa, e lo fa con un format completamente rinnovato: un evento itinerante che per la sua prima tappa ha scelto Riccione e un luogo dal forte valore simbolico – il Cocoricò. L’appuntamento è dal 13 al 15 settembre 2025, con oltre 100 brand internazionali pronti ad animare la scena dell’eyewear indipendente.
Abbiamo sentito con Davide Degl’Incerti Tocci, presidente di Date, per conoscere le novità, la visione strategica e il significato di questo nuovo inizio.
Avete già comunicato che l’edizione 2025 è sold out: a che punto siete con l’organizzazione?
«Siamo molto soddisfatti: per la prima volta abbiamo chiuso le iscrizioni con largo anticipo, ben prima rispetto alle edizioni precedenti. Questo entusiasmo lo attribuiamo anche alla ripartenza dopo un anno di pausa e al grande lavoro del nuovo team, guidato da Simona Tacchini con Cinzia Ronchi e Monia Innocenti. Hanno saputo trasmettere energia e coesione, cosa che è stata percepita anche all’esterno. La scelta della location – il Cocoricò – ha generato fin da subito grandissimo interesse: appena annunciata, abbiamo ricevuto richieste ancora prima dell’apertura ufficiale delle iscrizioni. In molti casi non abbiamo nemmeno dovuto cercare brand: sono arrivati da soli».
Quindi si può dire che Date mancava al settore?
«Sì, è proprio così. Malgrado la pausa forzata, Date è rimasto nel cuore di molte persone. È una manifestazione strategica, sia per il posizionamento temporale nel calendario fieristico, sia per il tipo di proposta. Credo che il settore ne sentisse il bisogno».
Parliamo allora del “nuovo Date”: cosa ha portato alla scelta di Riccione e, in particolare, del Cocoricò?
«Date da quest’anno diventa itinerante: ogni edizione sarà ospitata in una città diversa, sempre strategica, in location non convenzionali. Riccione ci è sembrata subito perfetta: baricentrica, ben servita da treni e aeroporti, molto viva nel mese di settembre. Il Cocoricò, poi, non è semplicemente una discoteca, ma un’icona della cultura italiana. È una location che rappresenta una rottura degli schemi, proprio come vogliamo sia Date. Quando è stata proposta ha messo tutti d’accordo».

Sul fronte espositori, com’è cambiata la selezione rispetto alle edizioni precedenti?
«È cambiata parecchio. Il fatto che le aziende siano arrivate spontaneamente e che fossero già perfettamente in target ha fatto sì che la selezione sia stata quasi superflua. Inoltre, abbiamo ridotto volontariamente gli spazi espositivi a 65, contro i 100 (anche 140) delle edizioni precedenti. Questo ci ha permesso di tornare a un formato più concentrato, più coerente con la nostra visione: Date non è una piccola fiera, è un evento di contenuto. Purtroppo, alcune aziende – anche di qualità – sono rimaste fuori, ma abbiamo dovuto dare priorità all’ordine di arrivo».
Come sarà strutturata l’area espositiva all’interno del Cocoricò?
«Abbiamo voluto decostruire il concetto di stand tradizionale per rispettare la forza architettonica e simbolica del Cocoricò. La piramide parla da sola. Abbiamo creato un layout fluido, funzionale, con spazi tutti uguali, a costi più accessibili per le aziende rispetto al passato. Volevamo che Date fosse un’opportunità, un servizio e che parlasse davvero la lingua degli espositori indipendenti, artigianali e creativi».
Quale messaggio lanciate agli ottici: perché dovrebbero partecipare a Date?
«Io rovescio la domanda: perché un ottico non dovrebbe venire a Date? È l’unico appuntamento nazionale pensato per gli occhiali di ricerca e di valore. Si svolge in un momento strategico dell’anno, in una location unica, con brand internazionali e un ambiente pensato per facilitare il dialogo. Gli ottici possono vedere da vicino i prodotti, parlare direttamente con chi li crea, vivere un’esperienza più lenta, approfondita. Ed è anche un momento per confrontarsi con colleghi e aziende, fuori dal frastuono delle grandi fiere».
Il sabato sera è previsto anche un evento speciale, giusto?
«Sì, il Date Disco Party, organizzato insieme al Cocoricò. Crediamo molto nella forza delle relazioni: business significa anche creare connessioni umane. Abbiamo voluto offrire un’occasione più leggera, conviviale, dove un ottico può stringere la mano a un produttore davanti a un bicchiere di vino. Il format della serata sarà ovviamente in stile Cocoricò, ma con equilibrio, senza eccessi».
Chiudiamo con uno sguardo più ampio: qual è la lettura dell’attuale momento del mercato eyewear, in particolare nel segmento indipendente?
«È una domanda complessa. È difficile mappare davvero il valore del mercato indipendente, perché la promiscuità nei punti vendita è ancora forte e i dati non sono sempre chiari. Tuttavia, percepiamo una crescita costante dell’interesse verso l’indipendente, nonostante un primo semestre non facile a livello globale. L’Italia però ha tenuto bene: i dati dei primi quattro mesi indicano una crescita del +3% sul fatturato, con un numero di pezzi praticamente stabile. Questo incremento potrebbe derivare anche dall’aumento del prezzo medio per pezzo, e quindi da una maggiore presenza dell’occhiale di qualità, lavorato, indipendente. Date è, in questo senso, la massima espressione di questo segmento, e il fatto che sia sold out dimostra che il momento è favorevole».
(Prima pubblicazione 14 luglio 2025)