C’è un divario tra ciò che i genitori conoscono sulla miopia infantile e ciò che fanno concretamente per affrontare un problema in costante crescita. Per fotografare questo scarto tra consapevolezza e realtà, Hoya ha commissionato ad Astra Ricerche una survey sulla percezione dei genitori sul tema e ha presentato Miyosmart iQ, evoluzione di Miyosmart, lanciata nel 2020, entrambe supportate da evidenze scientifiche.
L’occasione è stata una conferenza stampa, alla Terrazza Palestro di Milano, lo scorso 16 settembre, in cui Maurizio Veroli, amministratore delegato Hoya Vision Care Italia, ha commentato con Paolo Nucci, professore ordinario di Oftalmologia all’Università degli Studi di Milano e presidente Siops (Società italiana di oftalmologia pediatrica e strabismo), Teresio Avitabile, professore ordinario di Oftalmologia e direttore della Clinica oculistica dell’Università degli Studi di Catania e presidente Siso (Società italiana di scienze oftalmologiche), e Francesco Bandello, professore ordinario di Oftalmologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, direttore dell’unità di Oculistica dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano e presidente Apmo (Associazione pazienti malattie oculari), i risultati della survey e il quadro generale emerso, approfondendo le evidenze della lente Miyosmart iQ, con esiti andati oltre le aspettative.
Gli aspetti principali dell’indagine
La survey evidenzia una consapevolezza della miopia infantile ancora parziale e comportamenti poco orientati alla prevenzione. La vista è considerata importante, soprattutto per i controlli, ma non rappresenta una preoccupazione primaria; inoltre, l’autovalutazione delle conoscenze risulta superiore alla reale preparazione sul tema. Le abitudini quotidiane evidenziano molto tempo trascorso davanti agli schermi e poco all’aperto, mentre i controlli visivi non sono sempre tempestivi e regolari. La miopia è percepita come un problema serio, ma restano lacune sulla sua progressione, sui segnali da riconoscere e sui possibili effetti a lungo termine.
Tra i genitori di bambini miopi emerge una percezione dell’impatto poco drammatizzata, accompagnata però da un diffuso senso di responsabilità. In questo quadro, le lenti per la gestione della miopia suscitano un interesse elevato, soprattutto se supportate dalla raccomandazione professionale.
Il punto di vista della classe medica
Predisposizione genetica e fattori ambientali e comportamentali sono, per Paolo Nucci, gli elementi che incidono sullo sviluppo della miopia.
«È comprensibile che molti genitori tendano ad attribuire agli schermi un ruolo centrale; tuttavia, oggi sappiamo che conta soprattutto l’equilibrio complessivo delle abitudini visive. Le attività da vicino prolungate, che siano svolte su uno schermo o su un libro, dovrebbero essere intervallate da pause regolari e alternate a momenti trascorsi all’aperto. Per gestire la miopia in maniera ottimale – sostiene Nucci – dobbiamo fare una valutazione complessiva del rischio del bambino e utilizzare gli strumenti che oggi la ricerca mette a disposizione per cercare di rallentarne l’evoluzione».
Per Teresio Avitabile, la miopia non significa soltanto vedere bene o male nel presente, ma è una sfida legata all’evoluzione della vista durante la crescita. «Intercettare eventuali problemi visivi il prima possibile – spiega – consente di identificare tempestivamente i bambini che meritano particolare attenzione e di impostare un percorso di monitoraggio adeguato. Ma la diagnosi precoce, da sola, non basta. La miopia non è una fotografia scattata in un preciso momento della vita del bambino: è una condizione dinamica che può modificarsi nel tempo. Per questo sono necessari controlli frequenti anche in base all’evoluzione del difetto visivo».

I rischi connessi allo sviluppo della miopia sono, per Francesco Bandello, diversi e richiedono attenzione. «Quando l’occhio diventa molto lungo, alcune strutture oculari – evidenzia – vengono sottoposte a una maggiore tensione e, nel corso della vita, possono aumentare i rischi di sviluppare patologie come la maculopatia miopica, il distacco di retina o il glaucoma. Naturalmente parliamo di un aumento del rischio, non di un destino inevitabile. Facciamo un esempio: sebbene il rischio di sviluppare maculopatia sia più elevato in un miope di -6D rispetto al miope di -2D, indipendente dal grado di miopia iniziale, ridurre la sua progressione di 1 sola diottria può abbassare del 40% il rischio di sviluppare maculopatia miopica».
L’efficacia di Miyosmart iQ
Dall’indagine Astra Ricerche emerge un interesse elevato dei genitori per una soluzione visiva in grado di accompagnare il bambino nella gestione quotidiana della miopia. Hoya sottolinea come l’85% degli intervistati mostri interesse verso Miyosmart iQ e l’86% la considererebbe se raccomandata da un professionista della visione.
Miyosmart iQ introduce il nuovo Triple Enhanced Design (TED) sulla base della tecnologia D.I.M.S. Il design integra tre elementi: segmenti di defocus posizionati più vicino al centro della lente, per stimolare in modo continuo la retina periferica para-centrale sensibile al segnale di defocus miopico; un maggiore potere di defocus; una zona di trattamento più estesa, che amplia la copertura del campo visivo periferico anche con montature di dimensioni maggiori. I risultati sono ampiamente positivi, oltre a rallentare, in diversi casi la lente ha contribuito a bloccare la progressione miopica.
«Un percorso realizzato in collaborazione con la classe medica e il contributo degli ottici optometristi – sottolinea Maurizio Veroli–. La missione di Hoya è chiara: Improve Life Through Vision, migliorare la vita delle persone attraverso una migliore visione in linea con gli stili di vita. Con il lancio di Miyosmart nel 2020 siamo stati pionieri nel promuovere una nuova consapevolezza: oggi la miopia non può essere considerata soltanto un difetto refrattivo da correggere, ma una condizione da ridurre. Una sfida che va oltre l’ambito clinico e che coinvolge aspetti sociali, educativi e culturali, soprattutto alla luce di una diffusione della miopia destinata a crescere nei prossimi anni. Con Miyosmart iQ vogliamo continuare – conclude – a contrastare la miopia, offrendo una soluzione sempre più evoluta per contribuire a preservare la salute visiva dei giovani miopi di oggi e degli adulti di domani».