Mentre sono in corso le procedure per la cancellazione dal Registro dei fabbricanti di dispositivi su misura dei centri ottici che si erano erroneamente iscritti per le “lenti oftalmiche”, come confermato dalla recente nota del Ministero della Salute, Federottica nazionale ha diramato una nota per sottolineare che ora torna a concentrare la propria attenzione sul Point of Care ottico.
«Un percorso avviato da tempo, e sul quale Federottica ha continuato a lavorare negli anni – sottolinea in una nota l’Associazione Federativa Nazionale degli Ottici Optometristi –, anche se più recentemente parte dell’attenzione si è necessariamente spostata sulla questione delle iscrizioni al Registro e sulla necessità di arrivare a un chiarimento definitivo».
Già nel 2021, con l’applicazione del Regolamento europeo sui dispositivi medici e il nuovo inquadramento del centro ottico da “fabbricante” ad “adattatore”, Federottica aveva infatti aperto un tavolo con il Ministero della Salute per arrivare a una corretta definizione del ruolo del centro ottico come Point of Care sul territorio.
Il confronto è proseguito negli anni e nel 2024 Federottica, insieme ad Anfao, ha nuovamente portato il tema all’attenzione del Ministero, «ribadendo la necessità di definire modalità certe per la gestione dell’occhiale da vista – prosegue la comunicazione – come dispositivo medico adattabile. Un impegno confermato anche nel 2025, individuando nel Point of Care lo strumento attraverso il quale regolamentare in maniera adeguata il ruolo e l’operatività del centro ottico».
I recenti chiarimenti ministeriali sulla corretta classificazione delle lenti oftalmiche e sulla posizione dei centri ottici consentono oggi di riportare pienamente l’attenzione sul percorso del Point of Care e, soprattutto, sulla necessità di arrivare a una nuova e più chiara regolamentazione delle attività del centro ottico, che Federottica auspica possa finalmente trovare concreta definizione.
«L’obiettivo – evidenzia Federottica – è individuare confini operativi precisi, condivisi e riconosciuti, all’interno dei quali il centro ottico possa svolgere con certezza le attività di propria competenza nella predisposizione, nell’adattamento e nella fornitura del dispositivo, nel pieno rispetto dei ruoli e delle responsabilità delle diverse figure professionali coinvolte.
Una regolamentazione chiara rappresenterebbe una garanzia prima di tutto per il cittadino, che potrebbe contare su modalità operative definite lungo tutto il percorso che, dalla prescrizione, porta alla predisposizione, all’adattamento e alla corretta fornitura dell’occhiale.
«È su questo percorso che Federottica nazionale intende ora tornare a concentrare il proprio impegno, con l’auspicio che il Point of Care possa finalmente – conclude la nota – trovare concreta attuazione e offrire alla categoria un quadro certo, capace di tutelare il cittadino e, allo stesso tempo, riconoscere e valorizzare la professionalità dell’ottico».