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DaTE 2026, l’energia di Napoli per l’eyewear indipendente

di Massimiliano Lanzafame
13 Luglio 2026
11:30
Il Salone Margherita si prepara ad accogliere la manifestazione dal 12 al 14 settembre. Il il presidente Degl'Incerti Tocci racconta a Ottica Italiana le novità, tra il valore del networking in presenza e il debutto delle lenti oftalmiche.

Contaminazione, creatività e un approccio fuori dagli schemi. Sono questi gli elementi che accomunano l’anima di DaTE – l’evento dedicato all’occhialeria di ricerca – e la città di Napoli, scelta come palcoscenico per l’edizione 2026. Dal 12 al 14 settembre, gli spazi storici del Salone Margherita ospiteranno brand indipendenti, buyer e professionisti in un format che continua a evolversi, mantenendo salda la propria identità. Ne abbiamo parlato con Davide Degl’Incerti Tocci, presidente di DaTE, per capire come l’energia partenopea si fonderà con le novità di quest’anno, in un mercato che ha sempre più bisogno di relazioni umane autentiche.

Presidente, l’edizione 2026 si terrà al Salone Margherita di Napoli dal 12 al 14 settembre. Come si integrerà l’energia di questa città con l’anima informale e “fuori dagli schemi” di DaTE?
«Credo che l’energia di Napoli si integri perfettamente con lo spirito di DaTE perché condividono la stessa capacità di sorprendere, mescolare mondi diversi e sfuggire alle definizioni troppo rigide. DaTE è nato per proporre un modo diverso di vivere una manifestazione di settore, più informale, autentico e aperto al dialogo. Napoli, da sempre, è una città che vive di contaminazioni, creatività e libertà espressiva: per questo il dialogo tra la città e l’evento ci sembra del tutto naturale. Anche la scelta del Salone Margherita va in questa direzione. Per noi la sede non è mai un semplice spazio espositivo, ma un elemento che contribuisce a costruire l’identità dell’evento e ci interessa è entrare in sintonia con il territorio che ci ospita. Napoli sta vivendo una stagione di grande vitalità culturale e imprenditoriale, caratterizzata da una forte capacità di innovare senza perdere il legame con le proprie radici. È un approccio che sentiamo molto vicino anche alla filosofia di DaTE, dove la ricerca del nuovo convive con il rispetto per l’identità e la qualità che contraddistinguono il mondo dell’eyewear indipendente. Siamo convinti che l’incontro tra l’atmosfera del Salone Margherita e l’energia creativa di Napoli con la natura non convenzionale di DaTE contribuiranno a rendere l’edizione 2026 particolarmente stimolante».

Avete rimodulato gli orari e confermato il DaTE Party per sabato 12 settembre. In un mercato sempre più digitale, quanto è strategico per i professionisti vivere un networking immersivo e in presenza?
«Proprio perché il mercato è sempre più digitale, gli incontri in presenza acquistano un valore ancora maggiore. Le piattaforme online consentono di comunicare rapidamente e di mantenere relazioni costanti, ma non riescono a replicare la qualità dello scambio umano, la spontaneità del confronto e la fiducia che nasce da un incontro diretto. Nel nostro settore, fatto di prodotto, design, ricerca e identità, vedere, toccare e vivere le collezioni rappresenta un elemento fondamentale. Allo stesso modo, le relazioni professionali più solide spesso nascono da conversazioni informali, da confronti non programmati e da momenti di condivisione che difficilmente trovano spazio online. Per questo DaTE ha sempre scelto di puntare su un format che favorisca la vicinanza tra persone. Non ci interessa la quantità ma la qualità, in un contesto in cui sia semplice fermarsi a parlare, scambiare idee, approfondire progetti e costruire rapporti destinati a durare nel tempo. La dimensione raccolta dell’evento e l’attenta selezione dei brand contribuiscono proprio a questo: creare un ambiente dinamico e accessibile, dove il networking non sia un’attività separata dal business, bensì una parte naturale dell’esperienza».

Una grande novità del 2026 è il debutto del mondo delle lenti. Come si integra la tecnologia oftalmica in un contesto da sempre vocato all’eyewear di design indipendente?
«L’ingresso del mondo delle lenti rappresenta un’evoluzione naturale del percorso di DaTE. Montatura e lente non sono elementi separati, ma parti di un’unica esperienza che coinvolge design, comfort e qualità visiva. L’obiettivo è arricchire il confronto tra professionalità diverse che contribuiscono, ciascuna con le proprie competenze, all’evoluzione del mercato. DaTE continuerà a mantenere al centro la cultura dell’eyewear indipendente, la ricerca e la creatività. L’integrazione delle lenti aggiunge però una nuova prospettiva, permettendo di approfondire temi legati alla tecnologia, all’innovazione e alla personalizzazione dell’esperienza visiva, aspetti sempre più rilevanti per ottici e consumatori. Creare occasioni di incontro tra questi mondi, che fanno parte di un unico ecosistema, significa offrire ai professionisti una visione più completa e stimolante del mercato».

Avete registrato un rapido tutto esaurito e scelto di mantenere accessibili i costi degli spazi per sostenere le aziende. Qual è il polso attuale dell’industria e quanto è forte oggi la necessità di fare sistema?
«Viviamo un momento particolarmente complesso dell’economia mondiale e dei mercati, anche nel settore eyewear. In questo contesto, creare occasioni di confronto, collaborazione e visibilità per le realtà indipendenti diventa fondamentale per rafforzarne la competitività e valorizzarne le specificità. La forza dell’occhialeria indipendente sta nella sua capacità di proporre una visione alternativa: prodotti che nascono da mesi di ricerca e con una forte identità progettuale, brand che non competono sui volumi ma sulla qualità delle idee, sull’innovazione e sulla capacità di raccontare una storia. Il mercato continua a mostrare interesse verso questo approccio ed esiste una domanda sempre più consapevole da parte di consumatori che cercano originalità, autenticità e prodotti capaci di esprimere personalità. Per molti ottici, poter offrire collezioni differenti e riconoscibili rappresenta un elemento strategico per distinguersi e costruire valore nel rapporto con il cliente finale. Ed è proprio qui che DaTE assume un ruolo fondamentale perché favorisce l’incontro tra aziende, designer, ottici, distributori e buyer, creando un terreno comune dove sviluppare nuove opportunità di business e condividere visioni sul futuro del settore. Per noi fare sistema significa questo: creare connessioni autentiche che aiutino le imprese a crescere, a dialogare tra loro e a rafforzare il valore dell’eyewear indipendente a livello internazionale».

Grazie al progetto di incoming con l’Agenzia ICE porterete a DaTE circa 30 buyer esteri. Quali strategie adotterete per valorizzare il Made in Italy e creare nuove occasioni di business per gli espositori?
«La collaborazione con Agenzia ICE rappresenta un passaggio importante per DaTE, perché ci consente di creare occasioni di incontro tra le realtà più interessanti dell’eyewear e i mercati internazionali. L’arrivo di buyer selezionati non rappresenta soltanto un’opportunità commerciale, ma anche un’occasione di confronto e di apertura verso nuove prospettive di sviluppo. Ci aspettiamo almeno 30 operatori dall’Europa e dall’area mediterranea e ci auguriamo che questa pluralità di visioni, culture e approcci contribuisca ancora di più a rendere la manifestazione un punto di osservazione privilegiato sull’evoluzione dell’eyewear indipendente a livello globale.
L’occhialeria italiana continua certamente a essere un riferimento riconosciuto nel mondo per qualità, creatività e capacità progettuale, ma il nostro obiettivo è offrire a tutti gli espositori le migliori condizioni per costruire relazioni autentiche e generare nuove opportunità di business. Perché oggi il vero valore non nasce soltanto dall’incontro tra domanda e offerta, ma dalla capacità di creare connessioni durature tra persone, idee e mercati diversi».

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