Domenica 8 marzo, presso l’Adi Design Museum, Federottica Milano Acofis ha celebrato gli 80 anni dalla fondazione con il convegno “L’occhiale e il centro ottico del futuro”, pensato per offrire strumenti agli ottici e optometristi per interpretare il cambiamento che sta investendo il mercato e la professione.
«È stato un bell’evento, moderato magistralmente da Luisa Redaelli, con un’ottima partecipazione e interventi che hanno affrontato il tema con diversi approcci – sottolinea a Ottica Italiana Gabriella Pagani, presidente di Federottica Milano Acofis – grazie anche alla presenza di esperti provenienti da ambiti professionali differenti».
La scelta della sede non è stata casuale. «L’Adi Design Museum collega storia, estetica e innovazione: un luogo ideale per parlare di montature, tecnologia e nuove frontiere professionali». A portare i saluti dell’organizzazione ospitante è stata Antonella Andriani, designer e vicepresidente di Adi (Associazione per il disegno industriale), che ha ricordato il valore del Compasso d’Oro. Il convegno ha ricevuto il patrocinio di Confcommercio Professioni, sottolineato dalla presidente Anna Rita Fioroni, collegata in video, che ha portato i saluti in uno spirito di collaborazione attiva nella gestione delle problematiche legate alla professione.
Al centro della giornata il tema della trasformazione tecnologica dell’occhiale. Il past president di Federottica Milano Acofis Renzo Zannardi ha evidenziato come il settore stia entrando in una fase ricca di opportunità ma anche di nuove sfide, con gli occhiali tecnologici destinati ad aprire scenari innovativi per il comparto. È stata inoltre ribadita la necessità di normative che ne regolino l’uso in modo sicuro, tema sul quale è intervenuto anche l’assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia Romano La Russa.
Stefano Bertani, segretario generale di Federottica ed esperto di tecnologie elettroniche, ha approfondito i fattori storici e tecnici alla base della diffusione dell’intelligenza artificiale e le logiche di funzionamento di queste tecnologie, soffermandosi su opportunità e rischi legati all’integrazione negli smart glasses. L’avvocato Ilaria Vannini ha invece illustrato gli aspetti legali e normativi legati alle nuove tecnologie, ricordando che oggi gli occhiali smart sono considerati dispositivi elettronici.
Il convegno ha affrontato la tecnologia anche sul piano umano. Alberto Merlo, optometrista e psicologo, ha evidenziato come un surplus di informazioni possa influire sulla capacità di filtrare i dati visivi, soprattutto nei più giovani, limitando l’attenzione visiva. In collegamento da remoto, lo psicoterapeuta dell’età evolutiva Alberto Pellai ha proposto una riflessione sulla “epidemiopia”, la miopia simbolica che caratterizza molti giovani, favorita da un’eccessiva immersione nei dispositivi digitali, che non fa guardare oltre, verso il futuro.
Spazio anche alla tutela della filiera. “Durabilità contro ultra fast fashion” è stato il tema affrontato da Alessandra Girardi, co-titolare di Vanni Eyewear, che ha illustrato alcune ragioni per scegliere occhiali realmente made in Italy. Sul tema è arrivato anche un messaggio del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso: «Il futuro del comparto risiede nella capacità di coniugare tradizione artigiana e industriale, competenza professionale e digitalizzazione».
Tra gli interventi più apprezzati quello di Elio Borgonovi, presidente del Cergas e professore emerito dell’Università Bocconi, che ha sottolineato come il centro ottico possa rappresentare un punto di accesso ai servizi visivi sul territorio. Anche Danilo Mazzacane, segretario generale Goal (Gruppo oculisti ambulatoriali liberi), ha espresso parere favorevole alla collaborazione con gli ottici optometristi sul territorio.
La giornata ha visto la partecipazione di esponenti delle istituzioni lombarde, tra cui Giulio Gallera, Carlo Borghetti e Christian Garavaglia. «Abbiamo sottolineato ancora una volta – conclude Pagani – la capillarità dei centri ottici sul territorio e la loro disponibilità a collaborare con il servizio sanitario come primo punto di accesso per il cittadino».
L’evento ha avuto il contributo di EssilorLuxottica, Filab e Hoya Lens Italia. Le prime due sono anche intervenute al dibattito attraverso i loro professionisti: Giorgio Parisotto, professional business manager EssilorLuxottica Wholesale Italia, e Matteo Fusi, product manager Filab.


