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A Lazise il Premio Federottica 2026 va a Michele Schirone

di V. Mai.
25 Maggio 2026
15:34
Un riconoscimento particolarmente sentito per la carriera e le storiche battaglie della categoria che il vicepresidente Federottica ha condotto in questi decenni e testimoniati dalla motivazione del premio assegnato a Lazise, al Congresso Interassociativo Federottica/Adoo-Sopti.

Un momento particolarmente emozionante si è vissuto durante la serata conviviale di domenica 17 maggio del Primo Congresso Interassociativo Federottica/Adoo-Sopti, a Lazise, con la consegna del Premio Federottica 2026 a Michele Schirone, vicepresidente nazionale dell’associazione e, per 18 anni, alla guida di Federottica Bari Bat, prima di cedere il timone, poche settimane fa, ad Anna Lucia Lauria.

Il riconoscimento, giunto alla nona edizione, è un attestato di stima per il lungo percorso associativo, per l’impegno costante a favore della categoria e per il contributo offerto nel tempo alla crescita della rappresentanza professionale. Michele Schirone ha ricevuto il Premio Federottica dalle mani del presidente nazionale, Andrea Afragoli“In segno di gratitudine per il proficuo lavoro svolto per l’associazione e per l’intera categoria con impegno, competenza e professionalità”, come sottolineato nella motivazione del riconoscimento.«Ero incredulo nel momento in cui è stato fatto il mio nome – racconta Schirone a Ottica Italiana – e mi ha fatto tornare alla mente tanti anni di duro lavoro nella professione, al servizio di Federottica e di tutti i colleghi».

Tanti anni di passione e battaglie, compresa quella giudiziaria, conclusasi nel 1995 con un’assoluzione con formula piena, arrivata dalla Corte Suprema di Cassazione, dall’accusa di esercizio abusivo di professione oculistica, con una sentenza innovativa e pilastro per la categoria.
«La Cassazione che ha sentenziato che l’attività di optometrista è una nuova scienza nata a seguito dello sviluppo tecnologico ed è libera, in quanto lo Stato non ha inteso regolamentarla, cosa che ancora oggi non è successa. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata. Però stiamo cercando di raccogliere i frutti di quel lavoro svolto in passato, il rapporto con la classe medica è decisamente migliorato rispetto a prima. Serve una soluzione che normi il settore, per non continuare a basarsi soltanto sulla sentenza del ’95».

Schirone ha portato avanti un lungo e intenso lavoro per Federottica in Puglia, con la presidenza della territoriale di Bari, prima, e Bari Bat, poi. Nel frattempo, prosegue come vicepresidente nazionale di Federottica con delega al Sud Italia e alle Isole. «Questo nasce dall’amore che ho sempre avuto per la mia professione. Quando mi venne chiesto dall’allora presidente Francesco Sorrento di fare dei sacrifici per Federottica Bari, mi fu chiesto di riportare l’associazione. Forse per incoscienza, o non so per quale motivo, accettai questa sfida. Piano piano il rapporto sul territorio è cresciuto in modo positivo».

Sul territorio Schirone ha costruito negli anni importanti legami, come quello con Carlo Sborgia, direttore della clinica oculistica dell’Università di Bari, con cui iniziò un rapporto di condivisione e collaborazione, che Schirone ha poi ampliato coinvolgendo la Clinica oculistica di Foggia e il corso di laurea in ottica e optometria dell’Università del Salento.
Tutti passi di una crescita graduale che arriva a oggi e che si è concretizzata anche con la grande attenzione alla formazione e all’aggiornamento, attraverso il convegno annuale multidisciplinare, «con il quale abbiamo cercato di coinvolgere le varie categorie che concorrono al benessere visivo: dal medico oculista all’ortottista, ma anche, negli ultimi anni, il pediatra. La multidisciplinarietà dell’evento è stata centrale. Durante i miei 18 anni di presidenza, a parte il periodo del Covid, abbiamo realizzato 16 congressi insieme alle cliniche oculistiche di Bari e Foggia e con la collaborazione anche dell’Università di ottica e optometria di Lecce».
Tanti tasselli di una carriera e di un percorso associativo che Michele Schirone ha vissuto sempre intensamente, guidato dalla passione per la professione e oggi riconosciuto con il Premio Federottica 2026.

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